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Ma che ridere questo flamenco

Arriva stasera a Longiano uno spettacolo sul flamenco che non si è mai visto. È la prima tappa italiana, quella programmata al Teatro Petrella, ore 21.15, dopo il felicissimo approdo londinese dei giorni scorsi ed è proprio una novità assoluta per l‘Italia, una chicca, perché è un omaggio al flamenco che gioca sul flamenco e di esso compie una vera e propria dissacrazione, mai operata prima. E poi con tale coraggio e arguzia da rendere iI tutto straordinariamente avvincente e soprattutto divertente. Protagonista di Olé Flamenco Comedy Show, questo iI titolo del lavoro, è un certo Paul Morocco, al secolo Williams, cittadino del mondo anche se nato in America da un padre militare della Virginia e da una madre ebrea marocchina, Miss Casablanca nel ‘50. Lui si è mantenuto girovago cominciando a compiere i primi passi come artista di strada a Londra nel ‘78, dove si esibiva sui marciapiedi del Covent Garden, e da Iì ha avuto inizio la sua leggenda. È approdato in tutta Europa e poi dalla strada è passato al teatro, improntando iI suo modo di fare spettacolo sul romanticismo circense, sui toni fiammeggianti del cabaret uniti all‘informalità della commedia classica. Ma la sua fissa è iI flamenco ed è proprio su questo che si è sbizzarrito, fino a inventare una formula unica e innovativa e a creare la più sovversiva celebrazione di questo genere artistico.

Olè è nato nell ‘93 e da allora è divenuto un work in progress, a cui Paul sempre lavora, aggiungendo, modificando, portando ulteriori arricchimenti. La versione proposta al Petrella è stata messa a punto l‘anno scorso, mantenendo la freschezza delle precedenti edizioni ma enfatizzando Ia presenza della danza e della chitarra flamenca. Ha riscosso grandissimo successo In Canada dove ha debuttato, per essere poi acclamata al Festival di Edimburgo e nelle città europee dove ha fatto tappa durante la tournée che ora tocca l‘Italia. Sul palco: non è solo, ad accompagnarlo un gruppo di quattro geniali musicisti-danzatori, quattro amigos sulla scena come nella vita:

la danzatrice Anita La Maltesa, Ramon Ruiz per metà andaluso e per metà sudafricano, il chitarrista basco Guliermo de Hendaya e Marcial Heredia Fernandez che ha il flamenco nel DNA. Mentre questi si esibiscono con grande resa qualitativa arriva il guastatore Morocco che, con goffaggine intelligentemente studiata, interrompe i numeri musicali, ridicolizza il “machismo” esasperato del flamenco e trova mille modi per smitizzare la rigorosa espressività dei compagni – gregari e soprattutto la gestualità di Anita e l‘interpretazione alla chitarra classica di Guillermo. Sospeso tra la figura del clown e quella dell‘intrattenitore un po‘ maldestro, il leader del gruppo impone i suoi ritmi e le sue invenzioni, si moltiplicano così le occasioni di divertimento che si fanno sempre più esilaranti e coinvolgenti, senza mai perdere di vista la qualità.

Rita Giannini – Il Corriere di Rimini 18.4.1998

Show posted by "atyourcommand" April 18th, 2007